Panoramica

Lexia Avvocati ha ricevuto incarico di assistere un gruppo di investitori italiani per l’avvio un’azione giudiziale relativamente alla ICO (Initial Coin Offering) promossa nel 2018 da Friendz S.r.l., tramite la società di diritto svizzero Friendz S.A., che aveva raccolto oltre € 24 milioni.

Lexia Avvocati ha ricevuto incarico da parte di un gruppo di investitori italiani per l’avvio di un’azione di risarcimento per la violazione della disciplina di legge e regolamentare in materia di offerta al pubblico di “prodotti finanziari” nei confronti della società emittente, dei promotori e degli offerenti i token denominati “Friendz Coin” (FDZ), che avevano costituito oggetto di offerta al pubblico in Italia nell’ambito di una ICO (Initial Coin Offering) promossa nel periodo tra l’1 marzo 2018 e il 21 marzo 2018 dalla società italiana Friendz S.r.l., tramite la società di diritto svizzero Friendz S.A.

La Token Sale di Friendz aveva raccolto oltre € 24 milioni.

A seguito della quotazione in alcuni Exchange i “Friendz Coin” hanno perso oltre il 94% del valore rispetto al prezzo di quotazione.

Chiunque abbia acquistato Frienz Coin nel periodo di offerta, ovverosia tra l’1 marzo 2018 e il 21 marzo 2018, o successivamente tramite piattaforme Exchange potrà, previa valutazione caso per caso della sussistenza dei presupposti, intervenire nell’azione legale.

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Il documento informativo relativo alla ICO Friendz (c.d. White Paper) – che era stato messo a disposizione degli investitori, inter alia, mediante pubblicazione sul sito internet friendz.io, nonché tramite alcuni social network e applicazioni di messaggistica istantanea – prospettava agli investitori un incremento del valore dei Friendz Token rispetto al prezzo di collocamento, per effetto di alcune operazioni tra le quali:

  • la quotazione dei Token FDZ sul mercato secondario presso alcuni exchange di criptovalute;
  • operazioni di riacquisto (buy-back) dei Friendz Token sul mercato secondario da parte dello stesso emittente;
  • lo sviluppo di un ecosistema nel settore del digital marketing legato all’utilizzo dei Friendz Token.

L’offerta dei Friendz Token era rivolta a investitori italiani, anche tramite la creazione di un apposito gruppo di messaggistica istantanea sull’applicazione Telegram denominato “Friendz ICO Italian Group”, che veniva utilizzato dai promotori della ICO quale strumento di comunicazione con i potenziali investitori italiani.

Nel White Paper i promotori dichiaravano che sarebbero stati creati n. 1,5 miliardi di Friendz Token, dei quali fino a un massimo n. 600.000.000 Friendz Token da offrirsi tramite la Initial Coin Offering. Mentre, seguendo una prassi consolidata nell’ambito delle ICO, i restanti Friendz Token venivano allocati a diversi soggetti nell’ambito di un collocamento privato (private sale).

Il valore dei Friendz Token avrebbe dovuto essere “stabilizzato” dall’emittente tramite uno schema di buy-back. In particolare, l’emittente avrebbe riacquistato Friendz Token sul mercato secondario per sostenere la liquidità e il prezzo degli stessi, nonché per incrementare la domanda quale conseguenza dalla “scarsità” di Friendz Token su mercato.

I Friendz Token collocati nell’ambito della ICO erano assoggettati a vincoli di intrasferibilità (lock-up), con particolare riferimento al divieto, a seguito della quotazione, di trasferire i token per un certo periodo di tempo, sempre al fine per evitare che, che l’eventuale vendita dei token sul mercato avesse potuto comportare un repentino crollo del prezzo degli stessi.

Inoltre, i Token FDZ avevano le seguenti funzioni:

  • costituivano la moneta non avente corso legale per l’acquisto dei servizi di digital marketing offerti dall’emittente, nonché per remunerare gli utenti che partecipavano alle campagne di digital marketing e per acquistare merci offerte da terzi parti tramite la piattaforma “Friendz”;
  • costituivano un asset class d’investimento “quotata” e scambiata sul mercato secondario degli exchange.

Terminata con successo la ICO con una raccolta di oltre € 24 milioni, molti investitori lamentavano l’inadempimento da parte dell’emittente e dei promotori degli obblighi contrattualmente assunti nell’ambito del White Paper, quali, ad esempio, lo sviluppo di un business model basato su blockchain per offrire nuovi servizi agli utenti registrati nel social network Friendz, nonché il perfezionamento delle operazioni di buy-back che avrebbero dovuto sostenere la liquidità e il prezzo dei token.

Secondo quanto risulta dai riportati su “Coinmarketcap”, a seguito della quotazione, i Friendz Token hanno perso oltre il 94% del valore rispetto al prezzo di quotazione.